La Fantasia diventa Storia: ATTENTI AL LUPO

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Curiosità

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4 marzo 1943.
Una data diventata quasi storica, un brano inciso nelle menti di generazioni di uomini e donne, di bolognesi, di italiani, di cittadini del mondo.

A distanza di ben 74 anni, volevo celebrare quella data al meglio, dandole il fasto che merita, regalando a Lucio, per il suo compleanno, un gusto degno del suo nome, del suo straordinario successo e delle sue canzoni, una più bella, emozionante, intensa dell'altra.

Cominciai a incidere il pezzo con una base piuttosto “classica”, servendomi del mascarpone, ma aromatizzandolo al rhum bianco, per dare al freddo brano una nota calda ed avvolgente.

Proseguii con un'altra manciata di note, o, meglio, di noci, “insabbiandole” con un timbro vocalico molto particolare, intenso e dolce come lo zucchero.

Completai il brano con un ultimo acuto, deciso, ma delicato allo stesso tempo: una salsa di pere, perfetta per chiudere al meglio la canzone.

Non fu impresa troppo ardua la scelta del titolo: avevo deciso di “rubarlo” al maestro a cui il gusto era dedicato.
Tra i tanti capolavori, optai per “Attenti al lupo”: iniziai, finalmente, a far suonare il pezzo in gelateria, proprio in quello che sarebbe stato il giorno del 74esimo compleanno del maestro.
Ne venne fuori un gusto che scalda il cuore, come la musica, come lui: era questo il risultato di quel lavoro tanto impegnativo.

Il brano scorreva nelle orecchie e sul palato del “pubblico”, che assaporava incredulo e si abbandonava piacevolmente al ricordo di Lucio, alla sua musica, al tributo che gli avevo offerto, attraverso il mio gelato.

Siamo simili, io e lui.
Due sognatori, due spiriti liberi, due ingegni che leggono la propria storia tra le righe di una canzone vicina a entrambi, simbolo della nostra patria, della nostra Bologna.

“Ma la mia vita non la cambierò mai mai,
a modo mio quel che sono l'ho voluto io.”

Continuavo a cantare sulle note di quel gusto, parafrasando, con il gelato, la sua canzone, e leggendovi dentro il mio modo di essere.
“A modo mio, avrei bisogno di sognare anch'io”.

Chiara Pirani

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